Vitamina B12, la vitamina dell’energia!

Si sente spesso parlare di vitamina B12, soprattutto associata a determinati regimi alimentari come quello vegetariano e vegano,  in cui si escludono in parte o totalmente cibi di origine animale.

Ma a cosa serve la vitamina B12 e quali sono le possibili conseguenze di una carenza di questa sostanza nell’organismo?

La B12 è una vitamina idrosolubile del gruppo B vitale per il metabolismo dei carboidrati e la produzione di energia, che gioca un ruolo importante anche nella formazione di globuli rossi sani e in tutte le funzioni neurologiche.

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Agendo in sinergia con le altre vitamine del complesso B, la B12 è fondamentale per il buon funzionamento delle cellule nervose e dei globuli rossi. Inoltre è preziosa per sintetizzare il DNA, materiale genetico presente in ogni cellula.

Il suo isolamento, avvenuto negli anni ’40 del 1900, ha rappresentato una svolta importantissima nella storia della medicina, poiché ha consentito il trattamento dell’anemia perniciosa, malattia derivante proprio dalla carenza di vitamina B12 e fatale prima della scoperta della terapia vitaminica.

In natura, la cianocobalamina (vitamina B12)  può essere sintetizzata solo da alcuni milligrammi, tra cui batteri, funghi ed alghe.

Questa notizia potrebbe stupire, dal momento che notoriamente le fonti alimentari di questa vitamina sono rappresentate da prodotti di origine animale, come fegato, che ne è particolarmente ricco, carne, pesce, uova e latticini.

In realtà, gli animali non producono direttamente la vitamina, ma la acquisiscono nutrendosi di piante e vegetali contaminati da quei microrganismi in grado di sintetizzarla o cibandosi delle carni di altri animali in cui la vitamina B12 si è depositata.

Nel mondo vegetale dunque questo micronutriente è assente, a meno che non venga appositamente addizionato: in Italia, sono ancora pochi gli alimenti che hanno queste caratteristiche, ad esempio si possono trovare latti vegetali arricchiti o alcuni cereali.

Il fabbisogno medio stimato per un adulto sano è di circa 2,4 microgrammi al giorno: l’assunzione di questa quantità può essere garantita ad esempio da una porzione (150 g) di pesce bianco o da due uova (100 g).

Durante la gravidanza e l’allattamento il fabbisogno aumenta, per cui è cruciale che la donna assuma una quantità adeguata di cianocobalamina per tutelare la salute ed il benessere del bambino.

Nelle donne vegane in dolce attesa viene solitamente consigliato un supplemento di B12, in quanto la carenza potrebbe causare danni neurologici irreversibili nel nascituro, specie se sarà allattato al seno dalla madre e verrà alimentato a sua volta con dieta vegana.

Tra i sintomi spia di una carenza di vitamina B12 i primi sono sicuramente la fatica, la stanchezza, la difficoltà a camminare, l’ansia, una maggiore sensibilità al freddo, la cefalea, le vertigini, le palpitazioni e la difficoltà a respirare.

MONDO VEGAN 

La dieta vegana a differenza della dieta vegetariana esclude dal proprio menù alimenti di derivazione animale come le uova o i latticini, nei quali è presente un’importante quantità di vitamina B12.

 

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